sábado, 8 de dezembro de 2012

IL BRASILE GIUSTO


Sono stati divulgati dall'Istituto di Censimento Brasiliano i dati sulle differenti razze del Paese. I bianchi sono poco più di novanta milioni, mentre la maggioranza, all'incirca cento milioni, sono negri o pardi.

A questo dato, dovrebbe corrispondere un trattamento privilegiato verso i negri. Ma no. Diceva il poeta Caetano Veloso: i poveri sono tutti negri, o quasi negri. È un Paese che non tratta con dignità i suoi veri padroni. Oltretutto, è stata la forza dei negri che ha costruito la ricchezza che, in gran parte, viene sfruttata dai bianchi. Fino a quando continuerà l'ingiustizia, ingratitudine, o, chissà, la più smisuratamente avarizia del mondo intero? Il Brasile è uno dei dieci Paesi più ricchi, dalla fine della Seconda guerra mondiale. Allo stesso tempo, possiede indici sociali da Paese sottosviluppato. Si pone da solo in una situazione vessatoria, rimandando, senza volontà, sempre a domani il risanamento dei problemi atavici.

I ricchi, sempre più ricchi, si “clausurano” davanti allo sgretolamento del sistema di Polizia, con scontri giornalieri e morti violente che sfidano l'ordine pubblico. La gente sembra soffocata, non sa più gridare. È usurpata della propria voce, in una stanchezza a cui sembra condannata, nella disillusione perenne, adagiata, domata dalla disinformazione, dalla alienazione.

In questi giorni passati, è stato nominato Presidente della Corte Suprema di Giustizia di Brasilia Jaquim Barbosa, un negro, brillante, dotato del coraggio che necessita questo momento storico brasiliano in cui stanno essendo giudicati per corruzione e sottrazione di immense somme di denaro pubblico, da lui e dai ministri della Corte Suprema, un gruppo di politici di vari partiti di Governo.

La sua attitudine fa credere che il Paese possa essere più decente, nel quale la malattia della corruzione sia un vizio del passato, la giustizia sociale sia il bene più caro della democrazia. Questa democrazia demoralizzata, ingannata deliberatamente, debosciata dal potere.


Caco Coelho
Direttore dell'Usina do Gasometro
di Porto Alegre, Rio Grande do Sul

(Joaquim Benedito Barbosa Gomes, nato il 7 ottobre 1954, è avvocato, professore, giurista e magistrato. Primogenito di otto figli, suo padre era muratore e la mamma casalinga. A 16 anni andò da solo a Brasilia dove trovò lavoro in un'azienda grafica e terminò le scuole superiori. “Bacharel” in Diritto all'Università di Brasilia dove, in seguito, ha ottenuto il “Master” in Diritto dello Stato. Fu Cancelliere del Ministero degli Esteri presso l'Ambasciata del Brasile di Helsinki, Finlandia, dal 1976 al 1979. Difende senza condizioni la moralità e l'etica. È l'unico ministro apertamente favorevole alla legalizzazione dell'aborto; è contro il potere del Ministero Pubblico di archiviare indagini amministrativamente, o di presiedere indagini di polizia. Difende che si trasferisca alla Giustizia federale la competenza di giudicare processi sul lavoro schiavo.)

(Caco Coelho lavora nel campo artistico da trent'anni. Ricercatore sull'opera di Nelson Rodrigues da dieci anni; ha diretto la pubblicazione di sette libri di Nelson Rodrigues. Ha ottenuto due borse di studio sulla sua opera con il primo posto nell'area del teatro nel 1998 e nell'area della letteratura nel 2004. Ha insegnato in due corsi di “post graduazione” nella Facoltà di Lettere e Teatro. Ha prodotto trenta spettacoli teatrali, tra questi “Un certo Amleto”. Ha diretto il maggior studio realizzato in Brasile su Bertolt Brecht nell'anno del suo centenario. Svolse uno “stage” in Germania, presso il teatro  Volksbuhne, quale direttore ospite nel pezzo “Enrico V” di  Shakespeare. 
Ha diretto dodici spettacoli, tra questi “La tempesta” di  Shakespeare, presso il Centro Culturale del Banco do Brasil di Rio de Janeiro. La sua direzione di “La bugia” di Nelson Rodrigues ha ottenuto il primo posto nella prima edizione del Premio Myriam Muniz per il Teatro nel 2006, della Fondazione Nazionale delle Arti. Diresse trecento puntate di una serie televisiva. Scrive un'articolo settimanale per il maggior giornale di Porto Alegre. Attualmente è direttore del maggior centro culturale di Porto Alegre, l'Usina do Gasometro, e coordina il progetto “Usina das artes” per la promozione del lavoro continuativo nell'arte, uno dei pochi progetti di continuità in Brasile.)



Parzialmente e liberamente tratto da una colonna del giornale “Correio do Povo”
di sabato 17 novembre 2012. Le note su Joaquim Barbosa sono prese da Wikipedia,
fotografie da Google Images.

Trad. Armando Traversoni
Presidente dell'Associazione
Culturale Italia – Porto Alegre




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