quarta-feira, 15 de abril de 2015

sábado, 11 de abril de 2015

Veteranos da Força Expedicionária Brasileira na 2ª Guerra Mundial

Veterani Brasiliani ricordano la Seconda Guerra



La Forza Spedizionaria Brasiliana, conosciuta com la sigla FEB, è stata la forza armata brasiliana di 25.334 uomini, responsabile per la partecipazione a fianco degli Alleati nella Campagna d'Italia, nella Seconda Guerra Mondiale. Nella foto l'arrivo dei soldati brasiliani nel porto di Napoli. Riproduzione di Iano Andrade/Portal Brasil.
Settanta anni fà, Vinicius Vênus Gomes da Silva, presidente della Associazione dei Veterani della Forza Spedizionaria Brasiliana (FEB), sbarcò in Italia per lottare assieme agli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. Il “pracinha”, com'erano chiamati i soldati brasiliani, non aveva la certezza di tornare dal conflitto, ma ricorda, con orgoglio, di quanto la missione sia stata importante non solo per la fine della guerra, ma anche per la storia e l'orgoglio del Brasile.
Foto: Iano Andrade/Portal Brasil.

“La Forza Spedizionaria è stata il perno centrale della redemocratizzazione del Brasile e di altri paesi”, nel giudizio del “pracinha” Vinicius Vênus Gomes da Silva. Foto: Iano Andrade/Portal Brasil.
Il veterano fece parte di una forza di oltre 25 mila uomini che, nel 1943, cosituirono la Forza Armanta Brasiliana che adottò il nomignolo “Il serpente và fumando”. Prima di entrare nel conflitto mondiale, si diceva che sarebbe stato più facile che un serpente fumasse che non il Brasile entrasse in guerra. Fino al 1941, il Paese si mantenne neutro nel conflito. Dopo attachi nazisti a navi brasiliane che rifornivano di materie prime i nord americani, l'allora presidente Getúlio Vargas reconobbe che era inevitabile  che il Paese entrasse in guerra e, riconoscendo la belligeranza, il Brasile, infine, entrò nel conflitto.
“Il Brasile entrò in guerra il 22 di agosto del 1942. A partire da questa data, tutti noi siamo stati pervasi dall'ideia di andare alla guerra”, ricorda il Colonnello Nestor Silva.
 Foto: Iano Andrade/Portal Brasil

“Di fronte ai combattimenti la gente pensa solo a ciò che sta vedendo lì. Vede uomini feriti, altri morendo, noi avanzando, il  nemico contrattacando. E le bombe cadendo, mitragliatrici sparando. Molti rimasero turbati già là. Io, grazia a Dio, sto bene fino ad oggi”, ricordò il veterano Nestor. Foto: Iano Andrade/Portal Brasil.
Cinque truppe lottarono nel nord Italia e avevano come missione di rompere la “Linea Gotica” che costituiva l'ultima difesa nazista prima di entrare nel territorio occupato dai tedeschi. Dopo aver sofferto i rigori dell'inverno europeo, i membri della FEB, con l'ausilio dei nord americani, riconquistarono Monte Castello, anche se in inferiorità numerica e tecnologica. Questa è la battaglia più conosciuta della missione, anche perché è stata bloccata per tre mesi fino al febbraio del 1945, una delle ultime offensive contro l'esercito tedesco.
Il Colonnello Mario Raphael Vanutelli racconta sulla partecipazione alla campagna Italiana, del suo addio ai familiari. “Io  lasciai mio pade e mia madre, a Rio de Janeiro. E anche mio fratello stava già nel primo gruppo partito, da São Cristóvão. (…) Fummo io e mio fratello, due figli”.
Per Vinicius, è stato con orgoglio che ha participato alla missione brasiliana. “Credo di aver fatto il mio dovere come brasiliano. Non sono migliore di nessun altro brasiliano. Sono orgoglioso di aver servito la mia patria nell'ora in cui v'era bisogno”, affirma il “pracinha”.